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Digital trainer

“Un digital trainer per le Pmi”

“Un digital trainer per le Pmi” è il titolo di un articolo sul Corriere delle Comunicazioni di oggi di Maria Rita Fiasco, vice presidente per la nuova impresa di Assinform.

Nell’articolo si parla delle nuove iniziative realizzate da “Nuova Impresa” per favorire “l’innovazione e lo sviluppo del sistema produttivo delle Pmi e la nascita di nuove imprese, attraverso l’Ict e la diffusione di una cultura digitale in ogni aspetto del business”. 

Il ruolo delle Mpmi (micro, piccole e medie imprese) è ampiamente riconosciuto a livello comunitario: le Pmi rappresentano il 99% delle imprese con un contributo all’occupazione superiore al 67% e un valore aggiunto superiore al 58%.”

Secondo me è importante sottolineare l’importanza di queste aziende all’interno del sistema produttivo italiano.

Ancora più importante puntare il dito sulla mancanza di iniziative che possano favorire l’internazionalizzazione e l’incremento dello sviluppo di sistemi di vendita evoluti (e-commerce).

In questa ottica, credo che la creazione e la diffusione di una figura, Digital Trainer, che possa aiutare queste imprese a superare la fase iniziale di un percorso di innovazione, sarebbe fondamentale e potrebbe fornire quello slancio necessario alle MPMI italiane per scavalcare il muro che le divide dal futuro, anche quello più prossimo.

Spero che questa iniziativa non si riveli come il solito “buco nell’acqua” e possa portare realmente la scintilla necessaria ad accendere il fuoco dell’innovazione.

Naturalmente un Digital Trainer dovrà essere una figura adeguatamente preparata e predisposta a seguire lo sviluppo digitale aziendale in tutte le sue sfaccettature: comunicazione, sistemi di vendita, sistemi di pagamento, advertising, presenza sul web, e tutto quanto si renda necessario lungo il percorso.

Potrebbe essere anche la scelta di un giusto software gestionale, che consenta semplicità d’uso e velocità nell’analisi dei dati per prendere le decisioni.

Chissà che con questa iniziativa non si riesca a far decollare anche le MPMI italiane?